
Se pensate che scrivere un giallo per ragazzi sia facile, questo libro vi smentirà pagina dopo pagina. Siamo di fronte a un giallo classico “a camera chiusa” che richiama le atmosfere di Agatha Christie, dove il sospetto cade su tutti i presenti nella stanza. Italia, 1952: fuori infuria una bufera di neve che impedisce ai personaggi di uscire, proprio durante la festa di pensionamento di Tellurio Delcorvo, emerito professore di astronomia. All’improvviso, il professore crolla a terra: ciò che tutti credono essere un semplice malore, in realtà nasconde un mistero molto più profondo. Il colpevole è ancora lì, chiuso nello stesso palazzo insieme ai protagonisti, e la verità va cercata tra i corridoi e i segreti della Torre dei Senzaluna, l’osservatorio che svetta sopra l’edificio.
In questo clima di tensione, tre ragazzi, Pietro, Marnie e Michelino, capiscono subito che c’è qualcosa che non va e iniziano a indagare. Hanno solo poche ore per scoprire la verità e devono farlo muovendosi tra gli adulti presenti, tutti potenziali sospettati. La forza del romanzo è proprio qui: l’autrice riesce nella sfida difficilissima di creare un labirinto di indizi che dissemina magistralmente tra le poche mura di un’unica ambientazione, senza mai far calare il ritmo.
È un libro che mette l’infanzia al centro con una fiducia immensa, rendendola capace di vedere ciò che i grandi ignorano. Tra le pagine si respira l’infinito attraverso l’astrofisica, ma si affrontano anche temi importanti come i rapporti familiari, la guerra, la condizione femminile e le aspirazioni per il futuro. Ciò che rende questo romanzo davvero prezioso è la sua qualità letteraria: una trama complessa, un lessico mai banale. L’autrice sceglie parole alte e ricercate, arricchendo la narrazione con bellissime similitudini e metafore. È una storia che parla di amicizia e di legami, ma soprattutto ci pone una domanda fondamentale su quale prezzo siamo disposti a pagare per difendere ciò in cui crediamo.
A cura di Una cartella di libri
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La torre dei Senzaluna, Silvia Bernardi, Pelledoca, 2026.
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