Tutti gli articoli di Valentina Galati

ANDE LANDE di Antonia Murgo

Libri dal comò. Consigli di lettura

Ci sono libri che chiedono al lettore di rallentare. Di fermarsi, di tornare indietro qualche pagina quando serve, di osservare con attenzione un mondo che si svela poco alla volta. Ande Lande di Antonia Murgo è uno di questi. Una lettura impegnativa, ma capace di ripagare la pazienza con una storia ricca, coerente e sorprendente. L’avventura prende avvio ad Ande Lande, un regno dalla forma di un grande uccello, dove nulla è più importante dei nomi. Sono gli Astri ad assegnarli alla nascita e, in base al loro numero, si stabiliscono privilegi, possibilità e perfino il posto che ciascuno occupa nella società. Più nomi si possiedono, più opportunità si hanno. Chel, invece, è l’unica ragazza di tutto il regno ad avere un solo nome. Vive a Pitpit insieme alla zia Dore Laya e alla cugina Fe Rufina, cercando di convivere con i pregiudizi e le limitazioni imposte dalla sua condizione. Come se non bastasse, inizia a manifestare i poteri di una maga della terra, un dono che sembra destinato a rimanere inespresso: quale Astro sceglierebbe mai come apprendista una ragazza con un solo nome? Quando la temibile Reina di Tasche miniaturizza la casa di Chel e rapisce Dore Laya e Fe Rufina, la ragazza decide di mettersi in viaggio per salvarle. Sarà l’inizio di un’avventura che la porterà ad attraversare Ande Lande, ad allearsi con un enigmatico Astro Maestro e a scoprire che dietro il rapimento si nasconde un disegno molto più grande, capace di mettere in discussione le regole su cui si fonda l’intero regno. Ciò che colpisce maggiormente è proprio la solidità della costruzione narrativa. All’inizio è facile sentirsi spaesati: le informazioni sono molte, il mondo immaginato è ricco di sfumature e non tutto viene spiegato immediatamente. È uno di quei romanzi che invitano a tornare indietro per recuperare un particolare, un nome o un indizio. Eppure, pagina dopo pagina, ci si accorge che nulla è lasciato al caso e che ogni tassello contribuisce a dare forma a un mosaico perfettamente coerente. Anche sul piano linguistico Antonia Murgo conferma una cifra stilistica ben riconoscibile, che avevo già apprezzato in Miss Dicembre e il Clan della Luna. La sua scrittura è piena, curata, ricca di immagini e lessico, lontana dalla semplificazione che caratterizza molta narrativa contemporanea per ragazzi. È vero: i capitoli sono lunghi e la densità del testo può affaticare, soprattutto chi è abituato a letture più veloci. In alcuni punti una maggiore essenzialità avrebbe probabilmente reso il ritmo ancora più efficace. Tuttavia questa scelta non rappresenta un limite, bensì un invito a confrontarsi con una lettura più esigente, capace di alzare l’asticella invece di abbassarla. E forse è proprio questo uno dei maggiori pregi del romanzo. In un panorama in cui spesso prevalgono libri costruiti su dialoghi serrati, frasi brevi e trame da consumare in poche ore, Ande Lande restituisce il piacere della permanenza. Non è un libro “usa e getta”: il lettore rimane a lungo in compagnia dei personaggi, li osserva crescere, cambia insieme a loro e continua a pensarli anche dopo aver chiuso il volume. Antonio Murgo dimostra inoltre una notevole capacità nel creare personaggi memorabili. Astro Maestro, con la sua ironia intelligente e mai fuori luogo, regala leggerezza senza rompere l’equilibrio della narrazione. Accanto a lui spiccano figure femminili determinate, sfaccettate e forti, lontane dagli stereotipi e capaci di sostenere il peso della storia con autenticità. Molte sono anche le tematiche che attraversano il romanzo: la fiducia in sé stessi, la capacità di affidarsi agli altri, il valore dell’amicizia, la tenacia, la ricerca della propria identità e il coraggio di mettere in discussione ciò che sembra già scritto. Sono temi importanti, ma mai trasformati in una lezione morale. Emergono naturalmente dalle vicende e dalle scelte dei protagonisti, lasciando al lettore lo spazio per riflettere senza sentirsi guidato in modo didascalico. Ande Lande è quindi un fantasy che richiede attenzione, tempo e disponibilità a lasciarsi guidare in un mondo complesso. Non è una lettura per chi cerca una storia da divorare in un pomeriggio, ma per chi ama i romanzi che costruiscono universi credibili, chiedono partecipazione e lasciano qualcosa anche dopo l’ultima pagina. È una sfida, sì, ma una di quelle che vale la pena accettare.

A cura di Una cartella di libri

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Ande Lande, Antonia Murgo, Bompiani, 2025.

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ETTIE E LO STAGNO DI MEZZANOTTE, di Julia Green.

Libri dal comò. Consigli di lettura

Ettie trascorre l’estate nella casa della nonna, ai margini di un bosco e accanto a uno stagno che sembra custodire antiche verità. La nonna l’ha sempre cresciuta attraverso miti e fiabe, modificandone i finali per proteggerla dalla durezza del mondo. Ma l’incontro con Cora, una ragazza comparsa dal nulla, con il suo desiderio di libertà e il suo spirito ribelle, spinge Ettie a interrogarsi su ciò che gli adulti le hanno sempre nascosto e a oltrepassare limiti e divieti. Da qui prende avvio un romanzo che intreccia mistero, natura, miti e segreti di famiglia. Ciò che mi ha colpito maggiormente, però, oltre all’intreccio, è il modo in cui Julia Green racconta il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Julia Green descrive con grande sensibilità quel momento in cui nasce il bisogno di prendere le distanze dagli adulti, contestarne le regole e conquistare una propria autonomia.

Da lettori adulti comprendiamo prima di Ettie i rischi che sta correndo. Vorremmo fermarla, ma possiamo soltanto osservare. Il romanzo restituisce molto bene quanto sia difficile, per un adulto, accettare che crescere significhi anche sbagliare e fare esperienze che nessuno può vivere al posto dei ragazzi. Interessante il personaggio della nonna che conosce il peso del passato della loro famiglia e cerca di proteggere Ettie, ma comprende anche che arriva un momento in cui bisogna lasciarle lo spazio per costruire da sola il proprio percorso. Il romanzo si interroga così sul confine tra protezione e verità: fino a che punto è possibile proteggere qualcuno nascondendogli la realtà?

Il bosco, lo stagno e l’acqua richiamano la struttura della fiaba e del rito di iniziazione. La discesa nelle profondità diventa una vera e propria catabasi, un attraversamento necessario da cui si riemerge trasformati, con una nuova consapevolezza di sé e del mondo. Un romanzo capace di raccontare con autenticità la complessità dell’adolescenza e il difficile compito degli adulti: proteggere senza impedire ai ragazzi di fare esperienza del mondo.

A cura di Una cartella di libri

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Ettie e lo stagno, Julia Green, Uovonero, 2026.

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LA TORRE DEI SENZALUNA, di Silvia Bernardi

Libri dal comò. Consigli di lettura

Se pensate che scrivere un giallo per ragazzi sia facile, questo libro vi smentirà pagina dopo pagina. Siamo di fronte a un giallo classico “a camera chiusa” che richiama le atmosfere di Agatha Christie, dove il sospetto cade su tutti i presenti nella stanza. Italia, 1952: fuori infuria una bufera di neve che impedisce ai personaggi di uscire, proprio durante la festa di pensionamento di Tellurio Delcorvo, emerito professore di astronomia. All’improvviso, il professore crolla a terra: ciò che tutti credono essere un semplice malore, in realtà nasconde un mistero molto più profondo. Il colpevole è ancora lì, chiuso nello stesso palazzo insieme ai protagonisti, e la verità va cercata tra i corridoi e i segreti della Torre dei Senzaluna, l’osservatorio che svetta sopra l’edificio.

In questo clima di tensione, tre ragazzi, Pietro, Marnie e Michelino, capiscono subito che c’è qualcosa che non va e iniziano a indagare. Hanno solo poche ore per scoprire la verità e devono farlo muovendosi tra gli adulti presenti, tutti potenziali sospettati. La forza del romanzo è proprio qui: l’autrice riesce nella sfida difficilissima di creare un labirinto di indizi che dissemina magistralmente tra le poche mura di un’unica ambientazione, senza mai far calare il ritmo.

È un libro che mette l’infanzia al centro con una fiducia immensa, rendendola capace di vedere ciò che i grandi ignorano. Tra le pagine si respira l’infinito attraverso l’astrofisica, ma si affrontano anche temi importanti come i rapporti familiari, la guerra, la condizione femminile e le aspirazioni per il futuro. Ciò che rende questo romanzo davvero prezioso è la sua qualità letteraria: una trama complessa, un lessico mai banale. L’autrice sceglie parole alte e ricercate, arricchendo la narrazione con bellissime similitudini e metafore. È una storia che parla di amicizia e di legami, ma soprattutto ci pone una domanda fondamentale su quale prezzo siamo disposti a pagare per difendere ciò in cui crediamo.

A cura di Una cartella di libri

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La torre dei Senzaluna, Silvia Bernardi, Pelledoca, 2026.

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GRILLO, di Annet Schaap.

Annet Schaap torna a intrecciare la fiaba con un immaginario contemporaneo, scegliendo questa volta “I cigni selvatici” di Andersen come scintilla iniziale. Dalla trama antica nasce una storia nuova, intensa e coinvolgente, che pagina dopo pagina prende forma, mostrando tutta la sua originalità.

La storia si svolge nella stessa città portuale di Lucilla, e inizia con un gesto iniziatico: Eliza, in una bottega, si fa tatuare sulla gamba il nome dei sei fratelli scomparsi: un gesto simbolico, che segna l’inizio di un viaggio di ricerca e di memoria. La storia non si svela tutta subito, ma si dispiega lentamente, parte dopo parte, in una serie di rivelazioni che portano il lettore a scoprire pian piano cosa è accaduto. Pur mantenendo un narratore esterno, l’autrice costruisce la storia con una continua variazione di punti di vista: ora Grillo, ora Eliza, ora Amalia. Questo permette al lettore di entrare davvero nella mente dei personaggi, ascoltando la storia da più voci e prospettive. Il tono del romanzo alterna ironia e dolore: l’autrice tratteggia con umorismo i personaggi adulti, come la maestra Amalia e il pescatore Berg. Berg, in particolare, è un uomo rozzo e schietto, privo di buone maniere perché sempre vissuto da solo: proprio per questo risulta autentico e diretto, in contrasto con la formalità della maestra. Entrambi diventano figure affettuose e buffe, capaci di dare alla narrazione un ritmo leggero e pieno di umanità.

Come sempre, l’autrice mostra una forte sensibilità verso la condizione femminile. Dentro la cornice fiabesca l’autrice costruisce figure moderne, consapevoli, capaci di prendere parola e cambiare il corso della storia. E poi c’è il piccolo Grillo, la cui balbuzia rende la parola incerta, che vive con la sensazione di dover chiedere il permesso per esistere, e che attraverso il viaggio impara pian piano a trovare la propria voce. Con Grillo, Annet Schaap conferma la sua maestria nel reinventare le fiabe, tessendo un racconto che accompagna il lettore tra viaggi, trasformazioni e legami

A cura di Una cartella di libri

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Grillo, Annet Schaap, .Anna Patrucco Becchi, La Nuova Frontiera Junior, 2025.

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